Intervista a Maurizio Mason - Direttore Artistico

Maurizio Mason - Direzione Artistica

Ho preso contatto con il direttore artistico del Metricamente Corto Film Festival di Trebaseleghe, Dr Maurizio Mason, per un’intervista “chiarificatrice” sul mondo del cortometraggio.

Avevo pensato di invitarlo a pranzo, a cena, a bere un caffè… Mi ha proposto di vedere un film. Mi ha spiazzato. Io da profano mi limito di solito a “guardare” e a dire “mi piace” o meno. Non nascondo di essere intimorito.

Ci troviamo come concordato in una saletta adibita all’uopo. Non posso non sottolineare il calore emanato dall’ambiente, la visione nostalgica di un vecchio proiettore super8, il telo di proiezione che si propone sullo sfondo, pregno di fotogrammi che hanno fatto la storia.

  • Voglio cominciare rileggendo delle frasi estratte da un tuo (ci diamo del tu) precedente intervento:

Il Cinema è una mia passione da sempre.

Il Cinema come luogo, il Cinema come macchina… Il proiettore, le pellicole che si svolgono da una bobina per poi riavvolgersi nell’altra, il classico rumore delle griffe su cui la pellicola perforata scorre venendo trainata… Il fascio di luce che origina l’immagine e la proietta sullo schermo generando la più fugace delle espressioni artistiche…

Attimi, emozioni.

La Sala, con i suoi cartelloni pubblicitari all’esterno e le piccole locandine con le scene del film, gli orari delle proiezioni, la biglietteria, l’ingresso in Sala…

Mi viene in mente quando da bambino, non lontano da casa mia, passavo di giorno davanti ad un Cinema e, con tutte le porte aperte della Sala, sbirciavo vedendo le sedie e lo schermo bianco; era lì, vuoto, con la sua identica sobrietà, senza proiezione ma identico a se stesso…

Odori, sensazioni.

  • Concordi?

Certamente.. (e sorride con sguardo nostalgico e nello stesso tempo rassicurante)

  • Maurizio, come devo prepararmi per vedere una Proiezione?

Ci si avvicina nella maniera consueta, inconsciamente si è forse più “rilassati” sapendo che la proiezione durerà un tempo limitato, per il resto la sacralità è la stessa. Ci si appresta a visionare un’Opera frutto dell’ingegno, poi il diverso talento decreterà la qualità del risultato ma questo accade anche quando ci apprestiamo alla visione di un Film “classico”, naturalmente.

  • Devo osservare qualcosa di particolare?

L’approccio di uno Spettatore abituato ai Film classici non dovrebbe cambiare, probabilmente ci sarà la sorpresa nel vedere che la vicenda narrata si risolve in pochi minuti e quindi, è naturale, in maniera più fluida rispetto ad un’Opera lunga. Una volta compreso questo direi che la visione del Cortometraggio è più rilassante non perché il contenuto sia più leggero ma perché ci si dispone alla visione con un impegno diverso, mentalmente meno impegnativo. Faccio un paragone forse sciocco, un viaggio di 10 ore in aeroplano stanca già mentalmente, un volo di un paio d’ore lo si affronta in maniera più commestibile, una volta in aereo però nulla cambia, soltanto la durata, tutto il resto, le varie fasi del volo sono identiche. C’è chi preferisce il volo transoceanico, come me e chi invece lo teme…

  • Presumo che anche un Cortometraggio abbia una Sceneggiatura.

Di per sé, come accennato, il Cortometraggio non ha alcuna differenza dal Film lungo se non appunto la lunghezza. Se si capita in un Set di un Corto non si nota alcuna dissimiglianza dalla produzione di un Lungometraggio: Tecnici, Addetti, mansioni, nulla cambia. E quindi anche il Corto necessita di una Sceneggiatura, di uno Storyboard e di quant’altro serva alla produzione. A volte sembra che un Film breve sia più semplice nella sue fasi di lavorazione, di certo il tutto si concluderà in tempi più ristretti ma la base è identica.

  • È difficile quindi “racchiudere” in pochi minuti un messaggio.

Una priorità del Cortometraggio è appunto saper raccontare una storia in pochi minuti. Dico spesso che tutti saremmo in grado di raccontare una storia in 2 ore, ma in 10 minuti? Serve il dono della sintesi, riuscire ad interessare lo Spettatore per tutto l’arco del Corto e trasmettere così un messaggio in poco tempo, una sfida a volte ma soprattutto un esercizio di stile e capacità. Ricordiamo che tanti Registi hanno iniziato la loro attività con il Cortometraggio ma anche che molti di loro si sono dedicati a questa difficile Arte nel pieno della loro carriera. Erroneamente si identifica il Cinema Corto come un fratello minore! Parallelo sportivo: Calcio, Basket, Tennis, Pallavolo, sono alcune Discipline di punta, ma cos’hanno di meno l’Atletica e il Tiro con l’Arco? La quantità di appassionati alla Disciplina non ne qualifica la portata, non può essere questo il criterio da seguire!

  • Aspetto venale: quanto si investe nei corti?

Il Cortometraggio è una palestra di formazione per giovani Registi alle prime armi, ciò comporta anche una spesa modesta da poter investire. Le grandi produzioni, quelle che coinvolgono i grandi Attori, hanno mezzi economici non indifferenti alle spalle e la resa poi lo evidenzia. Questo criterio però non garantisce la qualità “intellettuale” dell’opera, si può avere un’ottima idea di base e non saperla rappresentare sebbene si disponga di un budget elevato e si può altresì trasmettere un messaggio importante possedendo soltanto uno Smartphone. A tale riguardo ricordo un Cortometraggio della prima Edizione di ottima fattura e buon contenuto e solo alla fine dei titoli di coda è apparsa la scritta “Filmato con un iPhone” che ci ha stupito e meravigliato, non ci sarebbe mai venuto in mente durante la visione.

  • Tu sei il Presidente dell’Associazione “Bottega dell’Arte”: come è nato il “Metricamente Corto”?

Amo il Cinema e il Teatro da sempre e ha frequentato spesso sia le Sale Cinematografiche che i Teatri. Devo dire che l’emozione di uno Spettacolo teatrale per me non ha eguali, il Cinema tuttavia mi ha sempre affascinato: bobine, proiettori, la Sala, la proiezione, sono cose che ti entrano dentro e che ti incantano. Quando mi si è presentata l’occasione, ho pensato che era tempo di fare qualcosa di attivo per il Cinema e di non esserne soltanto un fruitore. Ecco così l’idea di contenere e proporre i Cortometraggi locali di giovani appassionati, la cosa si è poi allargata un tantino fino a raccogliere centinaia di Film provenienti da tutto il mondo.

  • C’è qualche relazione tra il Teatro e il Cinema?

Il Teatro e il Cinema, entrambe mie grandi passioni, sono Arti visive e già questa è una somiglianza. L’Attore la fa da protagonista, consideriamo che all’inizio dell’avventura del Cinema, nei primi tempi pionieristici, non esistevano Attori di Cinema e si assoldavano le Star del Teatro che recitavano in maniera enfatica, quasi divertente! Il Teatro ha una sua catalogazione di espressioni che a volte mal si adattavano al Cinema, lo sviluppo di quest’ultimo ha dato il via alla sua Industria e ai suoi vari mestieri. Ciò che accomuna Teatro e Cinema è la possibilità di raccontare storie, far riflettere o anche semplicemente stupire e meravigliare e il rivolgersi ad un Pubblico che ne diviene il fruitore.

  • Molti obbiettano che i Cortometraggi siano una produzione di nicchia, riservati a pochi.

E la cosa è completamente errata, anzi, è tutt’altro! Basti pensare che oramai qualsiasi giovane può realizzare un Corto investendo anche molto poco, basta uno Smartphone e si ottengono risultati invidiabili. Certo, le grandi Produzioni investono nel Corto quasi tanto quello che serve per un Film “normale” ma oggigiorno tutti si possono avvicinare a questa importante branca del Cinema. Anni fa la cosa era differente, l’attrezzatura costava, ora la moderna tecnologia permette a tutti di esprimere il proprio talento e avvicinarsi al meraviglioso mondo del Cinema. Riguardo alla nicchia, diciamo che il Cortometraggio non viene valorizzato e proposto, non “tira”, in TV qualcosa si vede ma al Cinema molto meno, sembra un paradosso ma è così. Di certo non si fa abbastanza per valorizzarlo e diffonderlo, diciamo che il compito viene lasciato ai Festival.

  • Come vivi ogni edizione? Prima, durante, dopo?

Sebbene agli occhi dei più il tutto si risolva nell’arco delle 5-6 Giornate del Festival, l’organizzazione parte a Dicembre dell’anno precedente. Dopo la chiusura dell’Edizione precedente si tirano le somme, si fanno i giusti bilanci e le valutazioni ma già “in fieri” ci si proietta all’edizione successiva. Si devono stilare il regolamento e la Scheda di iscrizione, frutto delle nuove strategie non tanto del Festival quanto del Concorso, a Gennaio si pubblicano e diffondono e poi da febbraio inizia il lavoro della Giuria, naturalmente selezionata. Visionare 200-300 Film non è cosa da poco, considerando che la Giuria si riunisce a riesce a vederne 7-8 a serata, con la relativa discussione e confronto. Oltre a ciò si devono studiare le forme del Festival, gli Ospiti, la filosofia che lo identifica. Si vive questo con sempre maggior entusiasmo e responsabilità e un pizzico di incoscienza, necessaria per superare le difficoltà che si possono presentare. Il durante del Festival corre via rapido, come una partita di Calcio allo Stadio, ci si stupisce sempre di come il lavoro di 8-9 mesi si esaurisca in poche Serate. Terminato la Manifestazione resta il senso di vuoto, le energie sono state spese ed è il tempo, come detto dei bilanci che scaturiscono nel nuovo Progetto, cercando di correggere errori e anomalie che di certo si sono verificate. Una bella avventura, senz’altro.

  • Come si crea un Gruppo di collaboratori?

Beh, questo è un aspetto difficile. Non è semplice trovare persone disposte ad impegnarsi in un Progetto così importante, la cosa tuttavia è generalizzata. Diciamo che ogni anno siamo riusciti ad amalgamare un insieme coeso di persone che con competenza e professionalità si sono prodigate per dar vita ad un Festival importante di cui ognuno, nel proprio ambito, si sentiva partecipe e responsabile. Ma si avrebbe bisogno di altre persone che ricoprissero ciascuna un ruolo specifico e che permettesse così di lavorare più serenamente, ciascuno seguendo il proprio ambito, con la necessaria supervisione e collaborazione. Colgo l’occasione per inviare un invito a chi leggerà, se vi sentite attratti dal Cinema e dal Lavoro di Gruppo, se desiderate far parte di un Progetto che sfoci in una grande Manifestazione fatevi avanti, non abbiate timore, troverete un ambiente sereno e persone che come voi vorranno costruire un Evento artistico e culturale di cui essere orgogliosi.

  • Come si classifica il Pubblico dei Corti?

Il Pubblico è vario, c’è la presenza di giovani ma anche di molti adulti. Diciamo che stupisce in percentuale la minore presenza dei giovani, che secondo me dovrebbero essere i maggiori simpatizzanti del Cortometraggio. Gli adulti apprezzano le storie brevi soprattutto leggere, da quel che si può cogliere dal Premio del Pubblico che ogni anno attribuisce ad un’Opera in Concorso il riconoscimento degli Spettatori, chiamati ad esprimere il loro importante giudizio. Anche attraverso strategie diverse e momenti paralleli cerchiamo di avvicinare i giovani al Cortometraggio, notiamo risultati promettenti ma probabilmente in Provincia ciò appare difficoltoso, noi non ci scoraggiamo, ci mancherebbe!

  • Senza dubbio è impegnativo. Ne vale la pena?

Ne vale assolutamente la pensa. Lo sforzo, come detto, è notevole, si spendono tante energie per non parlare del tempo, serate e serate dedicate a Riunioni, visione dei Film da parte della Giuria, la preparazione della Sala, Stampa, Pubblicità, Sponsor, ore e ore al Computer per scaricare, catalogare e poi stampare le Schede dei Film giunti in Sede per dire solo alcune azioni necessarie e dispendiose. Ma se si crede ad un progetto si superano le fatiche e le difficoltà e ci si sente alla fine realizzati e soddisfatti. Notare poi che ogni anno si cresce, aumentano i Film che ci pervengono, l’interesse crescente del Pubblico, il numero degli Spettatori che cresce, anche la qualità generale delle Opere selezionate, sono tutti elementi che danno soddisfazione.

  • Le Istituzioni danno il loro appoggio? Sono sensibili a questa forma di Cultura?

Devo sinceramente ringraziare anzitutto il Comune di Trebaseleghe, sede del Festival, specialmente nella figura del Sindaco Lorenzo Zanon che da sempre ha condiviso con me questo Progetto. Come me amante del Cinema e Teatro, la sintonia è sorta spontanea e assieme all’Assessore alla Cultura del momento si è sempre riusciti a lavorare in armonia. Non soltanto l’Amministrazione partecipa all’organizzazione, si ha a che fare con l’Ufficio Cultura, i Lavori Pubblici, il Protocollo, la Biblioteca, se non ci fosse comunanza d’intenti e disponibilità non si riuscirebbe a lavorare in maniera positiva, davvero ringrazio tutti coloro che ci danno una mano. La Regione Veneto è l’altro Ente che mi sento di ringraziare, l’Ufficio Cultura è alquanto sensibile al nostro Festival e ci favorisce anche tramite il Patrocinio, un Contributo e la possibilità di presentare il “Metricamente Corto” durante l’annuale Mostra del Cinema di Venezia, il che rende lustro al nostro lavoro. Da non dimenticare naturalmente la Provincia di Padova, disponibile con il suo Patrocinio e la Pubblicità che ci aiuta a fare attraverso i suoi canali.

  • L’attività dell’Associazione nei confronti del Cinema si esaurisce con l’allestimento dell’annuale Festival?

Il “Metricamente Corto” è senz’altro la produzione più importante del nostro impegno ma nel contempo diviene il perno su cui ruotano altre interessanti Attività dedicate al Cinema: “Metricamente di Sera”, appuntamenti periodici in Biblioteca Comunale dedicato alla Proiezione di Cortometraggi e Lungometraggi di particolare interesse artistico, Serate a tema su particolari aspetti e curiosità anche tecniche inerenti a particolari Film o momenti della storia del Cinema e il “Metricamente in Tour”, proposta itinerante di Cortometraggi provenienti dai nostri Festival nei Comuni limitrofi con i quali abbiamo avviato una proficua collaborazione. Ci vantiamo di essere a tutt’oggi l’unica forza nel Comune a tener vivo l’interesse per il Cinema, ciò diviene una responsabilità che ci stimola a inventarci questi momenti di condivisione, anche grazie all’Amministrazione di Trebaseleghe e dei Comuni del Territorio.

  • Quindi classifichiamo i Cortometraggi come una forma di Cultura?

I Cortometraggi, come già si è intuito, sono Cinema. E quindi non solo Spettacolo ma anche Arte e Cultura. Ma la nobilità del Corto la possiamo evincere anche dalle sue origini: ci pensi, i primi Film dei Fratelli Lumiére, di Georges Meliés fino ad arrivare al periodo d’oro del Cinema Comico Americano ( Chaplin, Laurel&Hardy, Buster Keaton, Harrold Lloyd, Ben Turpin…) erano tutti Cortometraggi, dal minuto dei Lumiére al rullo dei Comici. Poi si è affiancato il Film lungo ma in origine il Cinema si esprimeva tramite il breve metraggio… Ciò fa venire anche in mente il “Metricamente Corto”!

…e parlando ci siamo resi conto che la bobina del super8 girava e si sentiva quel caratteristico rumore della pellicola che batteva sulle guide…

(a cura di C.L.)

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